Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta figli. Mostra tutti i post

mercoledì 2 marzo 2016

Ti porterò con me: storie di giovani e dei loro maestri di strada

             
Ogni giorno, attraverso il mio lavoro di preside della scuola professionale Elis, entro in contatto con le storie di ragazzi della periferia di Roma. Nonostante la vita li abbia spesso messi di fronte ad ostacoli e sfide di ogni genere, sono stato testimone di come, avendone avuta l’opportunità, si sono riscattati e hanno trovato la loro strada nella vita. 

Storie come queste spesso non hanno un palcoscenico, per questo ho provato a raccontarle in un libro da cui ho tratto poi uno spettacolo teatrale dal titolo omonimo "Ti porterò con me - Storie di giovani e dei loro maestri di strada”. 


In questo video trovate un piccolo estratto della rappresentazione che ho messo in scena lo scorso dicembre al Teatro Italia di Roma. Chi volesse può scrivermi a p.bartolomei@elis.org e insieme cercheremo di portare lo spettacolo nella vostra città, non c’è bisogno di teatri o grandi organizzazioni, bastano le storie dei ragazzi che vi racconterò con l’aiuto di un proiettore.



                 

mercoledì 8 ottobre 2014

Aggiungi un posto all’auto

Al canto del gallo si ode improvvisamente un urlo come fosse Tarzan che con la sua liana sopraggiunge dalla foresta attraversando velocemente il corridoio di casa fino a lanciarsi direttamente sul mio letto che improvvisamente rimbalza, simulando un movimento tellurico: “Pierluigiiiiiiiiiiiiiiii, dai andiamo che è tardi e devi farti ancora la valigiaaaa. Noi è già due ore che siamo in piedi e tu ancora nel letto a dormire, ma che esempio dai ai ragazzi?”

" A Manuè, ma so le cinque di mattina, dove dobbiamo andà a caccia? Ma è mai possibile che uno invece desse contento di andare in vacanza, si deve fare il sangue amaro alzandosi all’alba. Lo sai che nun ce metto gnente a famme la valigia".

Infatti non appena loro stanno chiamando l’ascensore, prendo il mio trolley e giusto il tempo che venga al terzo piano mi sono perfino lavato ed ho finito di mettere i miei quattro indumenti di sopravvivenza nel mio bauletto, grande più o meno come un’ astuccio scolastico. Due mutande, due calzini, un costume da bagno da tenere anche come pigiama, un paio di infradito, uno spazzolino senza dentifricio, un jeans, una canottiera bianca, modello Rocco e i suoi fratelli e due magliette.

giovedì 15 maggio 2014

Davide, Mirko, Mario, Vittorio, Fabio, Kevin, Paolo, Franco, Piero, Luca, Francesco, Cesare, Emanuele,.. (L'importanza del quotidiano)

Ogni mattina arrivo presto, prima del suono della campanella programmata per le 8.
Di solito prendo un caffè al bar davanti Scuola, ex Roma club casal bruciato e poi mi avvio per entrare. Stavolta, sul lato del cancello principale mi aspettava Davide che appena mi vede stende la sua mano aperta dicendo "Professò questo e pe lei..". Una piccola scatola trasparente che conteneva un Rosario con un moschettone da appendere al collo come una catenina, cosa che ho fatto subito davanti a lui e che ancora oggi porto con me. Si era recato lo scorso fine settimana in visita presso la chiesa di San Rocco a valle cupa con sua madre e in quell'occasione aveva pensato al suo Preside che spesso gli chiede di pregare per l'alunno che ne ha più bisogno.
Davide è figlio naturale di una famiglia slava della quale ricorda soltanto suo padre quando lui aveva tre anni.
Si ricorda che l' obbligava a starsene seduto sulla sedia di un bar tutto il giorno mentre lui smaltiva l'ennesima sbornia giocando fino all'ultima moneta con le slot machine.
Aveva fame, ma nessuno lo ascoltava e quando piangeva suo padre non di rado gli spegneva la sigaretta sul braccio per farlo tacere, ancora oggi porta i segni di quelle tremende cicatrici sulla pelle.
Da allora Davide non ha più pianto in vita sua neanche quando sarebbe opportuno per esprimere i suoi sentimenti più profondi, non ci riesce più perché associa l'emozione al dolore e alla violenza subita in tenera età.
Addirittura un giorno suo padre, stanco di vederlo gironzolare ai suoi piedi, lo gettò al di là dei cancelli di un campo rom, facendolo volare come una palla, poi scappò e lui rimase lì per un paio d'anni finendo sulla strada a chiedere l'elemosina.
Finalmente un giorno, la prima adozione, poi la seconda, la terza ma nessuna andò a buon fine, finchè non venne il momento di una famiglia che l'aveva perfino notato quando era costretto a starsene in un bar facendo la guardia al padre ubriaco.

lunedì 31 marzo 2014

Finalmente a Roma

Recentemente mi sono improvvisato sceneggiatore/form-attore mettendo in scena un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.
La lezione spettacolo consiste in una modalità formativa, in questo caso divertente, con l’obiettivo di passare contenuti di alto spessore valoriale senza essere pesante come in una conferenza tradizionale.
Una sigla d’apertura a tema, una musica pertinente per ogni linguaggio, un monologo da cabaret, su fatti matrimoniali di vita vissuta, alcune spalle multimediali (pochi minuti di filmati comici a tema, Sordi, Verdone, i Simpson, love bugs, Carlo e Alice, ecc.) per fissare i temi più importanti che sono il vero distillato dello spettacolo.
Sono ormai 207 le lezioni spettacolo che ho tenuto complessivamente a qualche migliaio di persone fidanzate/sposate in ogni parte d’Italia.
“Un cervello in due e l’estinzione degli unicorni” riguarda la differenza di genere (uomo-donna, moglie-marito) per continuare ad amarsi nonostante le differenze godendosi la bellezza di un rapporto interpersonale che non è soltanto, come vogliono farci credere, conflitto ed incomprensione. Non esiste la compatibilità di carattere, per fortuna ma esistono moltissimi matrimoni felici pur essendo incompatibili e diversi i due che hanno deciso di vivere il sogno di un Amore per sempre.

mercoledì 11 dicembre 2013

Il dramma di una vita vissuta con timore


Io che cammino, lavoro che guido, arrivo a casa che vado in palestra e poi che parlo con mio figlio, saluto il portiere, discuto all'ufficio postale, mi ammalo, guarisco, non guarisco, muoio.
Io e i miei difetti, le mie cadute, le salite,  l'andatura, i gran premi della montagna, gli insuccessi, la volata verso il traguardo.
Mi illudo di aver finalmente debellato quel difetto e invece ricado, cado di nuovo nonostante la mia lotta più o meno costante, forse colpa dell'abitudine cresciuta e pasciuta in quelle zone di "confort" a cui mi sono abituato mio malgrado.

Tanto non mi succede nulla, sono sempre io che decido e alla fine mi abituo e tutto sembra normale, permesso e magari m' illudo.

Il peccato mi spaventa, mi deprime, com'è possibile che esista il male?

mercoledì 13 novembre 2013

A Roma non solo baby squillo

Sulla fiancata di una piccola barca di pescatori a Cefalù c'era scritto: "Chi ha l'occhio trova quel che cerca anche ad occhi chiusi".
Un motto, come fosse un buon auspicio per coloro che vanno in mare di notte a gettare fiduciosi le reti nonostante le tenebra.
Quando leggiamo il giornale il nostro primo obiettivo e' quello di cercare delle buone notizie mentre col passare del tempo ci siamo abituati e ci indigniamo soltanto delle tante brutte storie di cronaca nera che affollano le pagine della maggior parte dei quotidiani.
Ci capitiamo per caso e a volte di proposito, spinti dalla nostra curiosità perversa che ci guida immediatamente verso questi fattacci che si fissano nella nostra mente per alcune ore.

Pare ci siano soltanto femminicidi, stupri, abusi, ladrocini, calamita' e gravi crisi legate al dio danaro.

Per fortuna Roma, la nostra città, carica di humanae vitae, a volte, invece, commuove e dona speranza perché il mondo nonostante quello che ci raccontano e le previsioni più catastrofiche, non finirà mai.
Proprio stamattina ho ricevuto una mail come fosse una stella cometa, una di quelle mail che riconosci subito perché brillano più delle altre inutili comunicazioni che ormai inviamo perfino da una stanza all'altra per dire una marea di stupidità.

Ebbene, un gruppo di ragazze del gamma club in via Barnaba Oriani, mi chiedono di promuovere un progetto di solidarietà sociale rivolto a ragazze liceali.
Si avete capito bene..... liceali proprio come quelle povere vittime sciagurate che si sono illuse di poter vivere alla grande svendendo il proprio corpo a dei balordi delinquenti.

Queste ragazze hanno trovato la maniera giusta per prepararsi al Santo Natale, recandosi al patronato di San Giuseppe per assistere i bambini delle ragazze madri, ospiti della residenza.

martedì 8 ottobre 2013

A casa di Betty

 Sabato mattina
“la battagliera” (alias Emanuela), riceve una telefonata e si avvia nel solito angolo di casa dove crede di non essere osservata dai vari coinquilini.
Il posto corrisponde davanti la finestra del bagno cosiddetto padronale che spalanca con l’intenzione di far uscire le sue frasi più intime, a volte compromettenti, non foss’ altro perché coinvolgono tutta la famiglia, senza che nessuno di noi possa dire la sua. Chi parlava dall’altra parte del cavo era Betty che ci invitava a casa sua per cena. Mia moglie parlando alla finestra aveva informato come al solito anche tutto il vicinato, meno i diretti interessati.
Infatti quella sera c’era il derby, Roma - Lazio ma tanto per lei la Roma perde e quest’anno per fortuna più lo pensa più vince. Decido per amore, ma soprattutto per farmi perdonare dell’inconsistenza di una spesa fatta il giorno prima al supermercato, nonostante avessi speso sopra i duecento euro, di rinunciare alla partitissima. Alla Conad avevo infatti preso di tutto, meno le cose cui s’era raccomandata di mettere nel carrello.
Per lo più il marito di Betty ha una faccia da pesce lesso e ride in continuazione. Due lenti spesse sopra il naso e un numero di capelli piuttosto sparuto e spalmati di grasso che gli passano come riporto da un lato all’altro della testa.

sabato 28 settembre 2013

Arriva Virgilio


" Manu, mi ha telefonato un vecchio amico e dice che la prossima settimana viene a Roma dal nord e verrebbe a dormire da noi"
" ma che sei pazzo, ma proprio non ti rendi conto.......e adesso me lo dici, ma che sei impazzito totalmente?"
"Evvabbe' che voi che sia, abbiamo un letto in più' di la' da Giovanni, se mette lì'"
"Ma lo senti, per lui è tutto facile, se mette lì'..... Ma non lo capisci che abbiamo soltanto una settimana e la casa cade a pezzi...oddio mo devo chiama' il muratore, l'arrotatore,il palchettista, Il pittore, una società' di pulizie, .......devo rifare pure i mobili...chissà' come ci giudicherà'
" guarda che mica arriva Papa Francesco...che hai capito...si tratta di un amico ed è' pure piccolo, basso, peserà' 50 chili...quello se mette pure a dormi all'impiedi, magna pure poco...."

"Disgraziato, levate che mo devo inizia' a spolverare...speriamo de fa in tempo, piuttosto vai a fare la spesa e mi raccomando compra la frutta" Dopo un paio d'ore.

"Amo', so tornato, metto la spesa a posto e vado da Roberto a vedere la Roma,...c'è' il derby"
"L'hai presa la frutta?"
"Che hai detto?"
"La frutta dove sta?"
"E già' do sta? Era qui"
"Non l'hai presa vero?"
"No e'......che non c'era"
" ma come alla esselunga non c'era la frutta? li' c'è' sempre"
"C'era, ma era brutta, era cattiva"
"Non sei andato alla esselunga vero?"
"Eh ....no non ci sono andato, ma tanto prima che arriva Virgilio sarà' ricresciuta pure sulle piante e magari la vado a prende dal contadino"
"Vattene va, tanto la Roma perde"
" e no...non tocchiamo questi tasti, pussa via..."

L'uomo non sa mentire, basta guardarlo fisso sulla punta del suo naso, mentre la donna vede la casa come una camera operatoria, perfettamente asettica, a prova di acaro.
Uno a uno, palla al centro.


mercoledì 25 settembre 2013

Ore 6 - Quando canta il gallo


Ogni mattina si ode il medesimo urlo della mia dolce metà perfettamente in scia alla radio sveglia che è stata poggiata scomodatamente e volontariamente da mia moglie sul comò per “aiutare” coloro che invece preferirebbero continuare una decina di minuti ancora a gongolarsi nel letto.
Sono le ore 6 e fuori è notte fonda.
“Andiamo, forza, che aspettate, embè, allora…, alzarsi su…...”
” Ma amore non andiamo mica a caccia, in fondo dobbiamo uscire alle 7,30”.
“Ma che dici,.. te conosco mio caro, eppoi i bambini ci mettono un sacco ed io voglio che facciamo colazione tutti insieme”
Prende la liana e raggiunge in un battibaleno la cucina sempre urlando fino a perforare i timpani dei poveretti che hanno perso il loro cuscino durante la notte e che per questo non riescono a coprirsi le orecchie.
Alle 6, 30 siamo tutti in piedi, vestiti e lavati con la colazione addirittura già digerita.
“Emmo che famo?”
Qualcuno dice “Riannamo a letto va, tanto è presto, …..bonanotte”.

“Avete preso la merendina, la giustificazione, il righello con l’astuccio del compasso…., dai prendi il diario e scrivi che oggi devi mangiare in bianco per via della diarrea e tu guarda che capelli, sembra che ti ha leccato una vacca in un alpeggio, forza vatteli a lavare.
Pierluigi lì c’è  la ricevuta del condominio, non scordartela pure stamattina altrimenti ci fanno causa prima o poi.  Scommetto che anche stamattina non ti sei ancora lavato i denti,…proprio uguale a tua madre che vi ha educato come degli animali,  te e a tua sorella.
Agneseeeeeeeeeeeee forza chiama l’ascensore.
Giovanni lascia la chiave al portiere che oggi viene nonna a stirare e tu Pietro rifatti il letto prima di uscire”.
“ A mammaaa e non stufà..fatte na vita, scialla”.
“Stefano dai corri che siamo in ritardo, ma dove sta tuo padre…scommetto che è ancora in bagno..ma che schifo”
Miei cari lettori, benveuti in Paradiso.
E questo è solo l’inizio, eppure mentre guido per andare al lavoro non posso fare a meno di ridere imitando l’urlo di mia moglie che non sfigura, vi assicuro, nemmeno davanti all’altro urlo, quello del celebre Munch. E allora mi viene ancora da rideree di più,  soprattutto guardando la faccia di quelli che si accostano con la loro autovettura ai semafori e che mi sentono tuonare come fossi il Tarzan de san Giovanni.
Evviva la vita.

lunedì 16 settembre 2013

Pierluigi ha fatto dell'amore uno spettacolo

Pierluigi Bartolomei è Preside della Scuola di Formazione Professionale ELIS ma trova anche il tempo di occuparsi di famiglia promuovendo club giovanili e facendo cabaret "intelligente". Questa è la sua storia.



Sono nato a Roma come i miei bisnonni, uno dei quali era ebanista in via di Ripetta, un artigiano del legno molto apprezzato che ha lavorato anche per casa Savoia, in alcuni importanti palazzi della capitale.
Mio padre Gregorio, poliziotto di origine contadina, mi ha insegnato il valore dell’onestà invisibile, non ostentata ma vissuta a qualunque costo sulla propria pelle, giorno dopo giorno.

Mia madre Margherita, casalinga, “romana de Roma” ha invece contribuito quand’ero piccolo a rendere la nostra abitazione un ambiente molto allegro e divertente, un luogo sempre aperto ad accogliere ospiti in qualsiasi momento della giornata.

La mia storia in breve è questa: un passato da aspirante attore cinematografico presso i famosi studi di Cinecittà, un impegno politico nell’estrema sinistra nei periodi immediatamente successivi al ‘68 e finalmente l’incontro con san Josemaría attraverso un filmato che mi ha cambiato la vita.